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Ciao ragazzi e ragazze, ho voluto questo spazio solo per voi: qui ripoto le vostre riflessioni e i vostri suggerimenti sul lavoro svolto a scuola ! HO scritto in rosso i nomi degli studenti della scuola secondaria di I°e ho scritto in verde quelli degli alunni di classe quinta della scuola primaria.
Grazie Claudia
Valeria cl. 3B Scuola secondaria di I° " Marconi" di San Giuseppe di Cassola (VI)
L'adolescenza è un periodo molto complicato e delicato caratterizzato da autocritica, pessimismo e momenti di depressine e di cadute.In questa età l'adolescente prende maggiormente in considerazione il suo corpo e dà maggiore importanza all'estetica. Vedersi grassi , brutti, non sufficientemente attraenti è undramma e un problema da risolvere per il ragazzo/a. Talvolta questa ricerca di perfezione del proprio corpo ossesssionamente, provoca la nascita e lo sviluppo di gravi malattie nentali legate all'assunzione del cibo: questo il caso dell'anoressia nervosa e della bulimia nervosa. Queste due gravissime patologie ce colpiscono soprattutto gli adolescenti, tra cui la maggioranza ragazze non risparmiano però nemmeno le donne e gli uomini in generale. Su questa tematica mercoled' 6 aprile 2011 , presso la scuola secondaria di I ° dell'Istituto comprensivo Guglilmo marconi di Cassola, si è tenuto un incontro informativo sui DCA argomentato dalla dott.ssa Claudia Borsato, psicologa. L'atmosfera di presentazione accogliente e piacevole, ha assunto un sapore drammatico: l'associazione per cui lavora Claudia è nata per testimoniare la tagica sconmparsa di paola, vittima dell'anoressia, circa 10 anni fa. La campagna informativa nelle scuole del terrotorio ha come obiettivo la prebvenzione e la diffusione di infoemazione riguardo le malattie legate al cibo ed enventualmente segnalare e provvedere ala cura del malato nel miglior modo possibile. Durante l'i intera durata dell'incontro , tre ore, la relatrice ha mirato non solo alla acquisizione di notizie specifiche e talvolta difficili da cpmprendere, ma soprattutto ad un nuovo modo di lavorare : attraverso la musica, estratti cinematografici, fotografie, oggetti significativi ( mela, filo di lana e Manuale Statistico di Psichatria).....per me sono state soprattutto le esperienze a trasmettermi il messaggio e a farmi comprendere che l'anoressia e la bulimia non sono uno stile di vita, tutt'altro, sono delle preoccupanti infermità. Esse non possono essere sconfitte senza l’aiuto di pscicoterapeuti, psicanalisti e personale qualificato che intraprenderà con i pazienti un percorso psico-fisico legato al rapporto cibo-corpo. Molte adolescenti rimangono vittime di queste malattie talvolta anche per un prototipo di donna-modello, lanciato dalle case di moda: bisogna essere anoressiche per essere modelle? Sul web si trovano siti, che a mio parere, dovrebbero essere vietati, chiamati Pro-Ana, che incitano i giovani all’anoressia, chiamandola “ stile di vita”, in cui adolescenti e non, fanno a gara per accaparrarsi il primo posto nella classifica” da quanti giorni non mangio”! I primi sintomi che accompagnano il maturare di anoressia e bulimia sono: scarsa autostima, ricerca della perfezione, rapporto sbagliato con il cibo e desiderio di scomparire. Grazie a quest’incontro abbiamo riflettuto su una tematica molto grave in modo comprensibile e chiaro e , abbiamo potuto cogliere la vera importanza della vita, la sua fragilità e soprattutto la sua preziosità. Prendiamo un cucchiaio, specchiamoci nella parte convessa e se non ci piacciamo, pazienza, c’è anche la parte concava!!!
Francesca, cl. 3 C Scuola Media “ Dalle Laste ” Marostica ( VI)
Cara Claudia, mi chiamo Francesca ed ho assistito ad una tua lezione nella scuola media di Marostica.Con questa lettera desidero riflettere ed esprimere le mie opinioni a proposito di quello che mi hai spiegato. Io ti ho incontrata anche quando frequentavo le elementari e questo incontro mi è servito per riflettere in modo più completo perché adesso sono più matura. L’anoressia e la bulimia sono malattie mentali determinate dal rapporto del cervello con il cibo. Non avrei mai immaginato che il nostro pensiero potesse compromettere la visione del nostro corpo. Le ragazze anoressiche sono persone normali ma, purtroppo, davanti allo specchio vedono una immagine creata dal loro cervello che non corrisponde alla realtà. Hanno paura del giudizio delle persone, sono influenzate, in pare, anche dalla televisione.
Ognuna di noi trova dei difetti nel proprio corpo ma per queste persone questi diventano una mania, una patologia che rende il loro pensiero ossessivo.
C’è una cosa che mi dà molto fastidio: quando una ragazza è magra spesso viene insinuato che questa sia anoressica anche se in realtà non lo è. Questa, secondo me, è una mancanza di rispetto per le ragazze che, invece, soffrono di queste malattie.
Un'altra patologia legata al cibo è la bulimia, si mangia moltissimo e poi si rigetta tutto. Ritengo che questa sia causata molto spesso da alcuni problemi riguardanti la vita sociale, ci si sente un vuoto dentro e lo si cerca di riempire mangiando.
Ho capito questo quando ho letto il racconto “ Cuore di ciccia” di Susanna Tamaro; la storia parla di un bambino con problemi familiari che, nei pomeriggi di solitudine, mangia enormi quantità di cibo. È grazie anche a queste esperienze che riusciamo a capire come è vivere con questi problemi. Ritengo che le persone anoressiche o bulimiche debbano essere aiutate a guarire da queste ossessioni anche perché molto spesso accade che loro non si accorgono di essere ammalate. Per me è difficile considerare questo problema una malattia, forse perché mi sembra una cosa strana e particolare e perché non l’ho mai vissuta. Sono sicura, inoltre, che è molto importante discutere di questo nelle scuole perché se ci capitasse di conoscere qualcuno che soffre di DCA potremmo aiutarlo a rendersi conto della situazione. Ovviamente, noi da soli non possiamo fare molto, per questo credo che le associazioni come “Amici di Paola Marcadella” siano di fondamentale importanza.
Mi ha colpito molto il modo in cui è nata la vostra associazione, è un esempio per tutti noi.
Vi ammiro perché, nonostante la perdita della vostra amica, siete riusciti ad aiutare molte persone che soffrono della sua stessa patologia. Mi rendo conto che anch’io molto spesso tendo a lamentarmi di alcuni miei difetti che, pensandoci bene, tutti abbiamo. Per questo noi possiamo imparare da questi ragazzi a non farci problemi inesistenti.
Spero che tutti coloro che adesso soffrono di anoressia o bulimia, guariscano presto e ricomincino a vivere la l,oro vita con entusiasmo, andando oltre l’apparenza.
Thomas, classe 5 B, Scuola Primaria di San Giuseppe di Cassola (2011)
Noi ragazzi della 5B ci siamo recati in Aula Magna per assistere a due incontri che avevano come tema l'alimentazione. Grazie alla dott.ssa Claudia e alla dott.ssa Cinzia abbiamo compiuto un viaggio nel cibo, nell'energia che produce, dell'emozione che fa vivere, di come ci fa sentire con noi stessi....Claudia ci ha parlato delle emozioni e dei sentimenti legati al ciibo raccontandoci storie e guardando cartoni animati... con Cinzia abbiamo gustato un bel pezzo di pane e abbiamo dicusso sulle sensazioni che abbiamo provato; Cinzia ci ha spiegato cosa è la fame, la sazietà e l'appetito e ci parlato dei sentimentiche proviamo quando mangiamo. Questa esperienza mi ha insegnato una cosa che non sapevo: con il cibo si può comunicare!
Emma , classe 5A, Scuola Primaria San Giuseppe (2012) Ho capito che mangiare è fondamentale per: ascoltare e parlare, per stare bene con gli altri e con se stessi....la spiegazione era fatta nè in modo banale nè in modo difficile..ho capito che gli amici non si scielgono in base all' aspetto o alla richezza ma se lei o lui ti capisce...poi mangiare ( cosa importante) non è un hobby, un passatempo ma serve per vivere bene e in compagnia.
Andrea, classe 5 A, Scuola Primaria San Giuseppe (2012) L'incontro è stato molto interessante...la dottoressa mi sembrava una persona molto familiare, come una psicologa ..l'attività è molto adatta a dei ragazzi di quinta elementare. Un saluto a Frog!
Giovanni, classe 5A ( 2012) A me è piaciuto molto sapere che non sono l'unico a mangiarequando non so che cosa fare (ogni tanto)....
LUca, classe 5A ..mi è piaciuta la storia di Michele e ho imparato che il cibo non è uno scherzo e che non serve solo per nutrirci..ho imparato che non bisogna mangiare nè troppo poco nè tanto...i
Veronica della classe 3F della scuola Media di Marostica. L'incontro che ha tenuto a scuola è stato molto significativo e mi ha trasmesso moltissime emozioni.. si.. proprio emozioni.. una parola che ha usato moltissimo nell'incontro con la mia classe. Lei ci ha spiegato che le persone che soffrono di malattie dei disturbi del comportamento alimentare non provano emozioni... come è possibile?? Io ammiro sinceramente la vostra associazione perchè con il proprio aiuto e con la propria voglia di ridare la vita sta salvando tante persone.. complimenti a tutti.. Anche il fatto che ne andiate a parlare a scuola fa capire che ci mettete il cuore in quello che fate.. continuate così..!!
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Sonetto inviato da Yassine classe 3C di NOVE
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno
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