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Associazione Amici di Paola Marcadella

 

 

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progetto per gli studenti della scuola secondaria di I°

 

 

 

Un Percorso emotivo per conoscere i Disturbi Alimentari

 

 

" Guardodentro:io"

dott.ssa Claudia Borsato

psicologa Practioner PNL


 

 

 

IL progetto, intitolato “Guardodentro:io”  sui Disturbi del Comportamento Alimentare è un percorso stimolante che invita gli studenti a pensare in modo diverso al disturbo “ guardandodentro appunto” se stessi e “ i luoghi comuni”per scoprire che il cibo è solo un mezzo per comunicare un disagio molto profondo di origine emotiva.

....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima riflessione  riguarda le parole :

" motivazione " e  "desiderio".


 

 

 

 

" ... il post " Il primo giorno che vorrei" di Alessandro D'Avenia ha catturato la mia attenzioine  perchè tratta di un argomento su cui sto riflettendo da un pò di tempo, non solo in ottica professionale: la motivazione. In estrema sintesi , potremmo definire la motivazione come la " voglia di fare", quella scintilla ce sempre meno frequentemente la scuola è in grado di accendere nelle menti e nei cuori dei ragazzi che la frequentano.

Mi piace sostituire il termine " motivazione" con un altro che in qualche modo lo contiene ma che non ne rappresenta necessariamente un sinonimo: mi riferisco alla parola " desiderio". Non si tratta di una sostituzione campata in aria ma dettata dal fascino che secondo me possiede la parola desiderio se considerata dal punto di vista etimologico.  " Desiderare , dal latino " de-sidera" alla lettera vuol dire " cessare di contemplare le stelle per ricavarne un segno di presagio per la nostra vita futura".

De-siderare , insomma, richiama  lo stare " sotto le stelle", l'osservare il cielo con un atteggiamento di attesa e di ricerca del percorso da intraprendere . Trovo molto significativo quel " de" privativo che precede " sidera" perchè implica la difficoltàa seguire la rotta segnalata dalle stelle, rimandando quindi, ad una situazione di dis-orientamento e di perdita di riferimenti ma anche e , soprattutto, alla spinta positiva di ricerca personale e paziente della propria stella, di qualcosa che ci manca ma che ha la forza straordinaria di guidare il nostro cammino...

Ciò che risulta davvero importante è la propensione interiore alla ricerca, alla individuazione di un proprio percorso che abbia un significato concreto per se stessi , al tentativo inesauribile di raggiungere ciò che non abbiamo....Alimentare il desiderio o, in altre parole, essere appassionati e fare progetti , è così legato alla vita che, se dovesse cessare in noi ogni desiderio, anche la vita cesserebbe ".

Una insegnante alla ricerca della propria stella !

 

 

 

 

 

La seconda riflessione è centrata sul " prestare le giuste cure".

 

" Il contadino , quando una pianta non dà frutto, non produce o dà evidenti segni di sofferenza, si preoccupa di capire se quella pianta è stata messa nelle condizioni ideali ; quindi controlla e verifica che sia stata innaffiata  adeguatamente, che venga concimata, che sia nelle condizioni ideali di esposizione al sole e non sia esposta alle intemperie, che il terreno dove viene messa a dimora sia quello più adatto e che sia inserita in un ambiente dove possa convivere con altre piante a lei compatibili… tutto finalizzato al conseguimento di risultati migliori per la pianta e per il contadino, non solo per la stagione, ma per tutte le stagioni della pianta .


Il contadino si mette in discussione e si confronta con la natura di ogni pianta e si chiede." Ho fatto di tutto perché questa pianta possa crescer e dare il suo meglio?" . Egli non si aspetta che la pianta collabori o che gli possa dire cosa le serve; solo l'esperienza e la conoscenza permettono al contadino riutilizzare gli strumenti adatti per cogliere quei piccoli segnali cheindicano il percorso da seguire.

Se il contadino fosse in una scuola, sarebbe un insegnante circondato da giovani piante , tutte diverse, che necessitano ognuna di quelle cure che il contadino-insegnante conosce. Queste piccole attenzioni che normalmente vengono riservate alle piante dal buon contadino , sarebbe opportuno che il buon insegnante le riservasse agli alunni.

Quindi ogni buon insegnante dovrebbe avere l'opportunità , la volontà e le capacità di creare le condizioni particolari migliori perché ognonalunno possa rendere al meglio e non dare nulla per scontro ma cogliere invece quei piccoli segnali che caratterizzano la personalità di ogni individuo, cercando di creare le condizioni per riconoscere anche i minimi seganli e valorizzandoli al massimo". prof.ssa  Paola Castoro

 

 

 

 

Durante il lavoro in aula  lavoriamo sui seguenti punti :


1) L’ acquisizione di una maggiore consapevolezza del rapporto tra il cibo e le nostre emozioni "guardandodentro" alcuni celebri dipinti.

 



La colazione dei canottieri, Renoir, 1881

Il quadro qui proposto è ambientato nel ristorante La Fournaise a Chatou, un vilaggio lungo la Senna frequentato abitualmente dai canottieri. Renoir ritrae un gruppo di amici che sta discorrendo davanti alle tavole ancora imbandite dove spiccano nature morte di frutta che, è stato notato, è tipicamente autunnale anche se la scena sembra piuttosto riflettere un clima estivo.  I personaggi ritratti sono veri amici del pittore. Tra questi la deliziosa donna con il cagnolino è la futura moglie di Renoir, Aline Charigot, mentre l’uomo di spalle con il cappello e seduto a cavalcioni sulla sedia è Caillebotte, pittore lui stesso e grande promotore del gruppo impressionista.

 

 

Il bacio, F.Hayez, 1859I

Il legame tra questi due giovanissimi amanti è forte, il bacio estremamente passionale è carico di emotività.

Nonostante lo sfondo arido e rigoroso, le due figure, con il loro bacio e la loro posa, conferiscono all’intero quadro una sorta di “vitalità”. La scena infonde calore, suggerisce passione, invoca amore, e l’osservatore si sente parte di questo vortice di emozioni.


 

 

 

 

 

 

 

"Pomeriggio d'estate" di Claude Monet  per riflettere sulla convivialità  e cibo come cultura e  relazione:

... È un sereno pomeriggio estivo in un giardino assolato.

In primo piano, un tavolo, ombreggiato da un albero con una tovaglia bianca, dove è posata una rosa recisa, e con gli avanzi di un pranzo alla buona: un tovagliolo spiegazzato, un bicchiere con un po’ di vino, una caffettiera con due tazze, un panino e una fruttiera piena di pesche...Un bambino, assorto, gioca con le costruzioni...Le due amiche che hanno condiviso il pranzo, si sono alzate, lasciando, sulla panca, una borsa di paglia e un ombrellino e ora si rifugiano nell’ombra a passeggiare e chiacchierare.....

 

2) La riflessione sulle pressioni socioculturali rivolte alla magrezza/bellezza

3) La riflessione sul legame rischioso tra autostima - preoccupazione per il peso/forme del corpo

4) La formazione di una solida autostima tale da mantenere un atteggiamento critico nei confronti dei messaggi culturali su cibo, corpo e bellezza.

5) Le distorsioni cognitive che predispongono ai Disturbi Alimentari

6)  Riflessione su cosa è opportuno fare nel caso in cui un amico/a abbia sviluppato un Disturbo Alimentare.

7) Offrire spunti di riflessione su alcuni fattori di rischio e di mantenimento dei disturbi alimentari (fattori culturali, pregiudizi su obesità e magrezza)

8) Stimolare una buona accettazione di sé, del proprio corpo e della propria immagine

 

Obiettivo principale dell'incontro, consiste nella sensibilizzazione delle tematiche riguardanti il rapporto scorretto con il cibo e, il suo scopo, è quello di informare e motivare  gli studenti  affinchè seguano/mantengano uno stile di vita sano per prevenire un disturbo alimentare.

 

 

Contenuti dell’incontro:

1)  Presentazione dell’Associazione e della storia umana di Paola Marcadella.

2) Adolescenza come età a rischio per lo sviluppo di un Disturbo Alimentare ma anche, come una età di grandi risorse e strumenti per lavorare su tale problematica.

3) Visione del videoclip prodotto dalla Azienda Dove (Film Dove Evolution) , del cortometraggio "Affollata solitudine"


 

4) La  bellezza è universale? Visione di slides e riflessione sui modelli proposti dalla nostra società: il valore di una persona è legato alle sue forme corporee?

5) Il senso del vuoto e della solitudine interiore percepito attraverso la visione di una scena tratta dal film di M. Hende “ La storia Infinita”

6) Informazioni chiare e semplici sui Disturbi Alimentari

7) L’invio a persone competenti nel trattamento dei DCA: la possibilità di un supporto psicoterapico all’interno dell’Centro per la cura e Trattamento dei DCA “Amici di Paola”.

 

Durante l’incontro, i ragazzi sono invitati all’ascolto e all’ analisi di alcune parti dei testi musicali :

 

Naugty boy " la la la"

Avicii " wake me up"

James Artur "Impossible"

The Script " Hall of the fame ",

The Fray con “ How to save a life”,

Jovannotti con “ Mi fido di te” e " Tensione evolutiva", "Estate"

Vasco Rossi con “ Un senso” e "Il mondo che vorrei",

Renato Zero con “ Nei giardini che nessuno sa ”,

Tiziano Ferro con “ Rosso relativo",

Ligabue “ Cosa vuoi che sia” ,

Elisa   " Anche se non trove le parole", " eppure sentire",

Bruno Mars "Count on me", " just way you are",

Coldplay " The scientist", " Paradise" " Fix you", "Yellow", Magic

 

** nella sezione audio puoi trovare  alcuni di questi testi con delle riflessioni **

 

 

 

Modalità di svolgimento e strumenti utilizzati:

• Un incontro con l’ insegnante referente Area Salute ( POF )

• Un incontro di tre ore ( ore 10.00 ore 13.00 con intervallo ricreazione) con la singola classe terza *• Insegnante /i presenti per tutta la durata dell’incontro• visione di slides e utilizzo di power point/. visione di cortometraggi, videoclips con ascolto di testi musicali• discussione

 

 

 

Gli Istituti Comprensivi che hanno aderito al Percorso " GuardoDentro :io"

 

I.C. " Dalle Laste" di Marostica,

I.C. " F. D'Assisi" di Belvedere e Tezze,

I.C. "Marconi" di San Giuseppe e Cassola,

I.C. "Antonibon" di Nove, Cartigliano e Pozzoleone ,

I.C. " Vittorelli" di Bassano,

I.C. "Montegrappa " di Romano,

I.C. " Bombieri " di Solagna, Pove e Valstagna,

 

 

 

Sono preoccupata/o per un’amica o un amico che soffre di un disturbo alimentare : come devo comportarmi?

 

dal post di Anja

premessa: non è facile essere amici di una persona malata di DCA.

Io sono la prima ad aver più volte respinto e allontanato gli amici, ad aver rinviato e annullato in continuazione le uscite, mentendo spudoratamente, a non essere stata presente quando dovevo esserlo, ad aver mancato compleanni ed eventi importanti, a non essere riuscita ad aprirmi completamente, ad essermi isolata nel mio disturbo anche quando ero in loro compagnia.


- Non riducete le conversazioni con l’amica unicamente al disturbo alimentare, poiché la sua vita ruota già quasi completamente intorno ad esso. Questo non vuol dire smettere di parlarne subito dopo che lei ve l’ha rivelato, liquidandolo con qualche frase di circostanza. Non dovete né minimizzare il suo problema o evitare di parlarne per imbarazzo, ma neanche chiederle di discuterne in continuazione assumendo un atteggiamento eccessivamente melodrammatico e preoccupato. Affrontate l’argomento frequentemente, ma senza limitarvi esclusivamente a parlare di quello.

La vita di un malato di DCA è già monotematica, che non lo diventino anche le vostre conversazioni!


- Non fatele discorsi pseudo motivazionali del tipo “Non sprecare la tua vita, sei giovane, c’è gente che ha il cancro/malattie gravi/soffre la fame/non ha un soldo/ha perso la famiglia e tu ti rovini così.” frasi come queste sono buone solo a far aumentare i già numerosi sensi di colpa della persona in questione, ricordatevi che un disturbo alimentare non è un capriccio, ma una malattia! La vostra amica non è stupida, sicuramente è pienamente consapevole di quanto stia rovinando il proprio corpo e la propria esistenza, probabilmente è anche più informata di voi sui rischi che sta correndo, quindi non c’è bisogno che glielo ricordiate.

 

- Cercate di ascoltarla senza pregiudizi, provando ad immedesimarvi in lei. Mantenete la mente aperta e tentate di non giudicare quello che dice e quello che sente, ognuno ha la propria sensibilità e il proprio modo d’essere, siate disponibili a comprendere il suo.

 

- Sforzatevi di capire cosa prova. A volte potrebbe non essere facile per la vostra amica trovare le parole giuste per spiegarvi cosa vuol dire soffrire di un disturbo alimentare, quindi informatevi, leggete le numerose esperienze che potete trovare in rete(evitando quelle delle pro ana e pro mia che sono solo un cumulo di stronzate). A questo proposito consiglio il sito http://www.chiarasole.it , leggete il libro scaricabile gratuitamente online sull’esperienza di Chiara sole, per avere un’idea delle difficoltà e della sofferenza che si prova quando si soffre di DCA.

 

- Continuate ad avere fiducia in lei, non ditele cose come “mi hai delusa, non ne uscirai mai, non ti impegni abbastanza” se vi confessa dei  suoi fallimenti o delle ricadute. Ovviamente non dovete arrendervi alla malattia, spronatela a combattere ma non mettetela sotto pressione, cercate di farle capire che sarete sempre al suo fianco, comunque vada.

 

- Non abbandonatela a se stessa, se anche non vuole vedervi, provate a mantenere comunque l’amicizia telefonicamente, su Facebook, Whatsapp&co. Non costa niente scriverle un messaggio, anche breve, per chiederle come sta e raccontarle di voi. Capisco non sia il massimo, ma almeno le farete sentire la vostra presenza e le dimostrerete di volerle bene.


- Non fate commenti sul suo aspetto fisico, evitate frasi come “Sei così magra” “Come stai bene ora” ecc rischiano di essere lette nel modo sbagliato, con gli occhi della malattia.

 

- Non trattatela diversamente, come se fosse una sorta di inferma, lei ha un disturbo alimentare, non è il suo disturbo alimentare. Consideratela come la vostra amica di sempre, anche se ha un DCA continua ad essere una persona razionale, pensante ed intelligente.

 

- Non fatele fare promesse che non potrà mantenere neanche se lo volesse ad ogni costo, del tipo “Promettimi che mangerai/non vomiterai/non ti abbufferai” per non parlare dell’aggiunta di “fallo per me“. È inutile e la farà sentire ancora più in colpa quando non riuscirà, ovviamente, a mantenerle. Magari fosse così semplice controllare il proprio disturbo alimentare!

 

- Non forzatela a raccontarvi ogni singolo dettaglio del suo problema, lo farà se e quando si sentirà pronta. Esistono aspetti della malattia che non tutti si sentono a loro agio a descrivere. Personalmente alcune cose che ho fatto preferisco evitare di raccontarle a chiunque, per quanto mi vergogno. Sono una persona con una dignità, o almeno vorrei che gli altri continuassero a vedermi in questo modo!

 

- Se vi ritrovate a condividere un pasto in sua compagnia, evitate di fissarla insistentemente mentre mangia e per quanto possibile evitate ogni riferimento al cibo presente. Non fate commenti su quanto/come/che cosa mangia, non fate battutine evidenziando la differenza tra i vostri due pasti, a meno che non siate dietisti/dietologi specializzati in DCA non consigliatele alcun regime alimentare. Ricordate che l’alimentazione è l’aspetto su cui la malattia si manifesta, ed è quindi un argomento molto delicato.

 

- Provate ad incitarla a parlare con un medico/psicologo/specialista, ditele che credete davvero che lei possa un giorno guarire e che il primo passo è chiedere aiuto. Cercate di convincerla ad affidarsi a degli esperti, non se ne esce da soli!

 

Con questo breve elenco ho voluto descrivere come le mie amiche, che non hanno mai smesso di essere presenti e di volermi bene, mi sono vicine. Mi posso ritenere fortunata poiché, nonostante un disturbo alimentare renda difficile mantenere le amicizie, ho al mio fianco delle persone che hanno saputo trovare il giusto mix di discrezione e attenzione, partecipazione, tatto e comprensione, educazione, gentilezza, intelligenza e ovviamente amore.

Un amico non potrà mai guarirti, ma di certo rende questa sofferenza un po’ più sopportabile e il dolore un po’ meno ingestibile, nessuno dovrebbe essere lasciato solo ad affrontare la dura battaglia dei disturbi alimentari.