ONLUS
Associazione Amici di Paola Marcadella

 

 

Home prevenzione scuola prevenzione
PREVENZIONE DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

 

 

 

 

Nell’ultimo decennio si sono sviluppati molti programmi che svolgono un’azione preventiva nell’ambito dei disturbi del comportamento alimentare.


Esistono diversi livelli di prevenzione:

• la prevenzione primaria è indirizzata ai fattori di rischio per l’esordio del disturbo: lo scopo è di prevenire l’esordio di nuovi casi, riducendo quindi l’incidenza del disturbo stesso. A questo livello, sarebbe necessaria una conoscenza approfondita dei processi e dei fattori determinanti la malattia per poter agire in modo specifico su di essi ma, a tutt’oggi , non si è ancora arrivati ad una visione precisa ed esauriente dell’intera gamma dei fattori in gioco e delle loro reciproche interazioni.

Alcuni fattori, tuttavia, sono stati riconosciuti come predisponenenti e, tra questi, sono inclusi numerosi fattori di tipo comportamentale come per esempio :
- le preoccupazioni eccessive per il proprio peso;
- l' insoddisfazione corporea;
- l’ atteggiamento e il comportamento di dieting.

•  la prevenzione secondaria ha come obiettivo di accorciare i tempi tra l’esordio della malattia e la richiesta di aiuto; a questo livello risulta fondamentale il precoce riconoscimento della malattia. Figure significative come i genitori (ambito familiare), gli insegnanti e allenatori (ambito sociale), medici di medicina generale (ambito medico) e medici specialisti (ginecologi, dentisti, dermatologi …) andrebbero opportunamente informate e formate pe riconoscere precocemente i segnali e svolgere un’azione di ponte con gli ambulatori specialistici sui DCA.
È , infatti , dimostrato che minore è la durata di malattia più favorevole è la prognosi.

•  la Prevenzione terziaria consiste nella riduzione del danno in un disturbo ormai conclamato e coincide con l’ambito del trattamento.



Sono stati messi a punto in ambito nazionale e internazionale numerosi programmi di prevenzione ma, non sono stati molti gli studi che hanno verificato l’efficacia di tali programmi e tra gli studi che hanno valutato l’efficacia dei programmi stessi nel ridurre l’incidenza dei DCA non c’è concordanza sui risultati.

Alcuni autori sottolineano gli scarsi successi se non la dannosità degli interventi; altri evidenziano, se pur invitando alla cautela, dei risultati positivi che si esprimono nella riduzione degli atteggiamenti a rischio.

C’è invece accordo tra gli autori nel ritenere che i contenuti dei programmi di prevenzione non debbano essere solo informativi ma che permettano all’adolescente di rafforzare i fattori di protezione (resilience).


Un efficace  programma di prevenzione  dei DCA, dovrebbe  essere sostenuto dai seguenti punti: 
1. Lo sviluppo di un ampio registro emozionale e un miglior contatto con i propri sentimenti
2. La promozione di buone capacità nell’affrontare lo stress attraverso il “fronteggiamento” e l’assertività
3. L’aumento dell’autostima, della fiducia e il rispetto verso se stessi
4. L’aumento dell’autonomia e il miglioramento delle relazioni all’interno della famiglia
5. L’aumento della capacità di espressione dei propri sentimenti e del riconoscimento dei propri bisogni
6. La riduzione del perfezionismo
7. La possibilità di esperienze e vissuti più positivi verso il proprio corpo
8. Il decentramento del peso corporeo e dell’apparenza fisica rispetto alla propria autostima
9. L’incoraggiamento di un approccio più critico verso le pressioni socioculturali verso la magrezza
10. L’incoraggiamento di abitudini, comportamenti ed atteggiamenti alimentari più corretti riconoscendo la inappropriatezza fisica e psicologica dell’uso di diete restrittive ed altri metodi finalizzati al controllo del peso