ONLUS
Associazione Amici di Paola Marcadella

 

 

Home prevenzione scuola materiali audio
file audio e testi musicali utilizzati in ambito scolastico

 

 

 

Per la Scuola primaria

 

 

Ecco i file-audio utilizzati  in aula, durante gli  incontri con gli alunni dell' ultimo anno della scuola primaria , sono accompagnati dalle  immagini presenti nel libro " GustAscolta le emozioni del cibo".

Le voci sono di Patrizia Mottola, doppiatrice e di Fabio Ardu, doppiatore e tecnico-audio; ambedue vivono a Torino.

 

 



ippopotamina gazzella

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imma frig

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Per la Scuola secondaria di I grado

 

 

Indicazioni dei testi musicali utilizzati in classe

nel  percorso " Guardodentro:io"

… cercali in Youtube e  prova ad ascoltarli con attenzione!

 

 

 

 

 

 

 

Elisa, " Anche se non trovi le parole", da Heart , 2010

 

m....

E' pur sempre bellissima un'emozione

con le cadute e tutto il male

come una musica, come un dolore lascia il suo segno e non si fa scordare

l'anima in ogni sua imperfezione

ti fa cadere e rialzare

seguire logiche senza ragione

prendere e andare nel nome...

 

anche se non trovi le parole

hai girato il mondo dentro a un cuore intero...

 

nessuna replica, poco potere

mentre decidi se ti puoi fidare

il tuo momento ti viene a cercare puoi solo credere

forse saltare

come un elastico senza pensare non c'è più tempo forse fa male

 

anche se non trovi le parole

hai gitato il mondo dentro a un cuore...

anche se puoi perderti a cercare

hai girato il mondo dentro a un cuore

e devi dire grazie a te se resti come sei

dire grazie a te che

non ti lasci mai

anche se non riesci più a dormire

perchè non ci credi che è la fine

anche se non puoi ricominciare

hai girato il mondo dentro a un cuore intero

 

Perché propongo questo testo ? Perché parla di emozioni. La cantautrice quando dice "dire grazie a te se non ti lasci mai" intende dire che la prima relazione è proprio con  noi stessi...e che non lasciarsi mai vuol dire accettarsi x come si è....vivere CON se stessi....hai girato il mondo dentro un cuore intero vuole dire che il mondo è dentro di noi...non fuori e che dobbiamo cercare la felicità in noi

 

 

 

Renato Zero: "Nei Giardini Che Nessuno Sa", tratto dall'album: "L'Imperfetto"

 

Senti quella pelle ruvida.

Un gran freddo dentro l’anima,

fa fatica anche una lacrima a scendere giù.

Troppe attese dietro l’angolo,

gioie che non ti appartengono.

Questo tempo inconciliabile gioca contro te.

Ecco come si finisce poi,

inchiodati a una finestra noi,

spettatori malinconici,

di felicità impossibili…

Tanti viaggi rimandati e già,

valigie vuote da un’eternità…

Quel dolore che non sai cos’è,

solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!

E’ un rifugio quel malessere,

troppa fretta in quel tuo crescere.

Non si fanno più miracoli,

adesso non più.

Non dar retta a quelle bambole.

Non toccare quelle pillole.

Quella suora ha un bel carattere,

ci sa fare con le anime.

Ti darei gli occhi miei,

per vedere ciò che non vedi.

L’energia, l’allegria,

per strapparti ancora sorrisi.

Dirti si, sempre si,

e riuscire a farti volare,

dove vuoi, dove sai,

senza più quei pesi sul cuore.

Nasconderti le nuvole,

quell’inverno che ti fa male.

Curarti le ferite e poi,

qualche dente in più per mangiare.

E poi vederti ridere,

e poi vederti correre ancora.

Dimentica, c’è chi dimentica

distrattamente un fiore una domenica

E poi… silenzi. E poi silenzi.

 

Nei giardini che nessuno sa

Si respira l’inutilità.

C’è rispetto grande pulizia,

è quasi follia.

Non sai come è bello stringerti,

ritrovarsi qui a difenderti,

e vestirti e pettinarti si.

E sussurrarti non arrenderti

nei giardini che nessuno sa,

quanta vita si trascina qua,

solo acciacchi, piccole anemie.

Siamo niente senza fantasie.

Sorreggili, aiutali,

ti prego non lasciarli cadere.

Esili, fragili,

non negargli un po' del tuo amore.

Stelle che ora tacciono,

ma daranno un segno a quel cielo.

Gli uomini non brillano

Se non sono stelle anche loro.

Mani che ora tremano,

perché il vento soffia più forte…

non lasciarli adesso no

che non li sorprenda la morte.

Siamo noi gli inabili,

che pure avendo a volte non diamo.

Dimentica, c’è chi dimentica,

distrattamente un fiore una domenica

e poi silenzi. E poi silenzi

…….

Perché propongo " Nei giardini che nessuno sa " ?

Questa canzone ci parla di un tipo d’amore diverso, l’amore per le persone più deboli. E' dedicata infatti a coloro che vivono un forte disagio e che trascinano la propria vita anziché viverla. È un testo di rara bellezza, che inizia descrivendo la situazione di una persona probabilmente colpita da una malattia grave, che pian piano si consuma, una persona "inchiodata ad una finestra" dalla quale è diventata "spettatrice" della sua vita, di una felicità divenuta ormai impossibile. Il dolore fisico è onnipresente e sicuramente non andrà mai via, eppure si legge dalle parole che c'è ancora voglia di vivere, ma purtroppo non è più possibile fare miracoli.

Il ritornello della canzone è una chiara dichiarazione d’amore: Renato Zero centra in pieno il significato dell'amore e della speranza, sogna di vedere questa persona ancora correre e ridere, e quel desiderio di farla vivere è così forte che donerebbe occhi e denti, per farla sorridere e mangiare, e addirittura "nasconderebbe le nuvole", affinché la luce del sole brilli ancora una volta su quel viso. Eppure - sottolinea l’artista - c’è gente che "dimentica", dimentica i sorrisi, dimentica le gioie, lasciando spazio soltanto ai "SILENZI"... Quei silenzi che fanno male al cuore e strappano lacrime di malinconia, per le quali c’è solo un barlume di salvezza, un unico spazio nel quale rifugiarsi: "i giardini che nessuno sa".

 

 

 

 

Coldplay, Yellow

 

 

 

 

 

 

Guarda le stelle

guarda come brillano per te

e per tutto ciò che fai,

sì, erano tutte gialle

Sono arrivato

e ho scritto una canzone per te

e per tutto ciò che fai,

e si chiamava "giallo"

e così ho colto la mia occasione

oh, le cose che ho fatto..

ed era tutto giallo

La tua pelle

oh sì, la tua pelle e le tue ossa

si sono trasformate in qualcosa di bellissimo

Lo sai, lo sai che ti amo

sai che ti amo

Ho attraversato a nuoto

Ho scavalcato per te

oh, tutte le cose che fai..

perchè eri tutta gialla

Ho tracciato una linea

ho tracciato una linea per te

oh, che cosa stupida da fare

ed era tutta gialla

 

…….

Perché propongo " Yellow" ?

La canzone si presta, alternativamente al significato che ognuno di noi può associare al suo testo, ad un'interpretazione particolare, che non è così manifestamente rilevabile. Moltissimi, infatti, credono che il brano sia sostanzialmente un paragone fra la luce delle stelle così brillante come quella, dall'altro lato, della donna amata, e quindi una sorta di 'ode alla donna' verso cui si prova un grande sentimento come quello dell'amore (e, sotto una luce particolare, è questa l'interpretazione che più si aggraderebbe al brano).

Seguendo un certo filo logico, al contrario, sono molti i punti di vista enunciazionali che ritengono che il pezzo sia stato scritto come una sorta di monito contro la malattia dell'anoressia.

All'inizio, si cerca di convincere la ragazza che si ama, ma che soffre di anoressia, che la vita che sta conducendo deve essere cambiata; deve essere abbandonata la situazione iniziale e ritrovare se stessi, perché, citando il testo, 'le stelle brillano per te', nonostante tutto. Il colore giallo si riferirebbe così al colore della pelle della donna, emaciata dalla difficoltà a continuare a vivere con l'oppressione del disagio.

Poi, c'è un chiaro ed esplicito riferimento alla ragione recondita posta dietro alla stesura del testo della canzone, formulato appositamente per la ragazza e per essere uno 'specchio' della sua situazione infausta. Continuando a leggerlo secondo questa chiave interpretativa, si scopre che chi canta vuole cercare di convincere la ragazza a ritornare ad una corretta alimentazione, e a non essere più mentalmente e fisicamente rinchiusa in una situazione del genere che la 'rende gialla', ossia ad abbandonare quello stato di shock in cui lei è attanagliata. E la pelle e le ossa ritorneranno come prima, perché la ragazza è vista sempre come una dea, bellissima, ed un punto di riferimento, che risponde al nome di amore.

Un brano molto profondo (dopo un'attenta analisi), una sorta di sentiero da percorrere per salvaguardare e salvaguardarsi dalle situazioni di pericolo generiche della vita, ed in particolar modo, come si vuole far cercare di intendere, dall'anoressia.

 

 

Tiziano Ferro, " Rosso relativo "

 

Passa passa passa

Poi imprechi ma non passa mai

La tua fame è sveglia, cazzo, no non va mai a dormire lei

Sogni sogni sogni

Ma sai già quanto costano

Qualche notte in piedi a sopravvivere al fatto che

Non è la realtà

E la conosci già

La fine che farà

La tua forza di volontà

Andrà a farsi fottere

Ti dicono "sii forte" si ma

Son bravi a parlare

Che ne sanno di che hai dentro te

 

In quel frigo...si freddano le lacrime

In dispensa...rinchiudi le tue ansie e poi

Sotto il letto...nascondi la tua polvere

Poi non dormi...ti chiudi e rifletti

RIT:

E' la vita che unita al dolore si ciba di te

E della tua strada sbagliata

E continui a pensare, placando il tormento,

che bello se non fossi mai nata

Salpa salpa salpa

Il raziocinio toglie l'ancora

Da una cerebrale come te nessuno se lo aspetta

Parli parli parli

Sei un vulcano inarrestabile

Treno più che rapido, efficiente poco timida

Ma ti hanno detto mai

Che devi amarti un po'

Puoi rallentare e poi

Pensare un po' più a te

Che sicurezza mostri se

I casini sai risolvere

Ma i problemi tuoi

Non li affronti proprio mai

In quel frigo...si freddano le lacrime

In dispensa...rinchiudi le tue ansie e poi

Sotto il letto...nascondi la tua polvere

Poi non dormi...ti chiudi e rifletti

Rit:

E non passa più

E non cambia mai

Cuore nello stomaco

Testa senza eroi

RIT:

e.. la smetti? Rilassati! Forza reagisci sei te

Che condizioni la tua strada

E, su, prova a pensare che bello sarebbe se invece

Amassi un po' di più la vita

 

Perché propongo questo testo ?

Rosso relativo? Parla della fame notturna che ti fa svaligiare il frigo in piena notte...L'artista, che tra il 2000 e il 2001 ha perso ben 38 chili, passando da 111 (titolo anche di un suo album) a 73, racconta la sua esperienza con il cibo e confida: «In teoria non sono sensibile al giudizio altrui, ma è inutile nascondere che esistono situazioni che ti destabilizzano, dove il disagio ha il sopravvento. Per esempio provo ancora vergogna a mettermi in costume. Non lo indosso nemmeno ora che ho un fisico normale».

Nell'intervista Ferro ripercorre la sofferenza di quegli anni, in cui mangiare rappresentava un modo per compensare carenze di altro tipo: «Il mio problema alimentare era la bulimia. La dipendenza dal cibo è un malessere mimetizzato, e non va sottovalutato rispetto a quella da alcol, droga o fumo». Il rapporto con il cibo, secondo Tiziano, ha radici culturali: «Per le generazioni uscite dalla guerra l'abbondanza di chili era segnale di benessere. Un concetto sbagliato, perché dietro l'obesità c'è soltanto dolore».

Ferro non si limita a parlare di se stesso, ma vuole dare alcuni consigli alimentari anche ai suoi fan: «Cinque-sei pasti piccoli durante il giorno, al mattino yogurt, caffè e cereali. Poi carni bianche o pesce e verdure. E soprattutto, tanto allenamento». Anche se la linea non deve diventare un'ossessione: «Un filo di pancetta non guasta. Tutte le ragazze che conosco l'apprezzano».