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Problematiche correlate

Oltre alle "definizioni" di anoressia e bulimia, è importante conoscere quali possono essere le complicazioni di tipo medico che si manifestano in presenza di questi disturbi del comportamento alimentare:

 

Complicazioni Anoressia

Le persone che soffrono di anoressia nervosa possono arrivare ad un livello di logoramento fisico che può comportare danni e complicazioni anche gravi a carico di tutti gli organi interni.
 

Complicanze gastro-intestinali: consistono in un rallentamento della funzione digestiva con presenza di gonfiori, dolori, sensazioni fastidiose e stipsi. Generalmente questi disturbi regrediscono quando si torna ad una alimentazione e ad un peso normali. E’ sconsigliato l’uso di lassativi poiché nel tempo incide negativamente sulla funzionalità intestinale, irrita le mucose e potrebbe favorire comportamenti di abuso.
Complicanze cardio-vascolari: quali il rallentamento del ritmo cardiaco e l’abbassamento della pressione arteriosa sono presenti nella maggioranza dei casi. La frequenza del battito cardiaco può scendere pericolosamente al di sotto dei 40 battiti al minuto con elevato rischio di sincopi o arresto cardiaco. L’ipotensione arteriosa può favorire crisi lipotimiche con conseguenti cadute e perdite di coscienza.
Alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico: sono meno frequenti ma più pericolose, specie per quanto riguarda il potassio, la cui carenza può essere causa di gravi alterazioni del ritmo dei battiti cardiaci. Questa eventualità si presenta più frequentemente in concomitanza con la presenza di comportamenti come il vomito autoindotto e/o con l’abuso di lassativi e diuretici e verrà pertanto trattata più diffusamente nel paragrafo della bulimia nervosa.
Alterazioni ematologiche: sono rappresentate dall’anemia e dalla leucopenia. Sono di frequente riscontro, soprattutto nell’anoressia di maggior durata situazioni di carenza di emoglobina (anemia) dovute principalmente al mancato apporto di ferro e vitamine. La carenza di globuli bianchi (leucopenia) è spesso presente ed è un segno caratteristico della malnutrizione, ma non significa necessariamente diminuzione delle difese immunologiche. Non vi sono, infatti, segnalazioni di maggior presenza di infezioni intercorrenti nella anoressia.
Complicanze a livello osseo: sono caratterizzate dall’osteoporosi che è dovuta alla scomparsa del ciclo mestruale. La gravità dell’osteoporosi è tanto più elevata quanto più precoce è l’insorgenza dell’anoressia. In particolare è grave quando inizia prima della comparsa del menarca, quando la struttura ossea non è ancora completamente formata e non è stato raggiunto il picco di massa ossea. In questo caso può verificarsi un blocco della crescita ossea con mancato sviluppo in altezza. Abitualmente il problema si aggrava con il perdurare della amenorrea, con una rarefazione ossea sempre più marcata che comporta un aumento del rischio di fratture. Oggi, nel tentativo di contenere il progredire dell’osteoporosi si ricorre più frequentemente alla terapia estroprogestinica, ma non vi è un pieno consenso sulle modalità e sull’utilità della stessa.
Complicanze a livello neurologico: alcuni studi effettuati con l’uso della tomografia assiale computerizzata (TAC) e con la risonanza magnetica nucleare (RMN) hanno messo in luce una pseudoatrofia cerebrale e l’allargamento dei ventricoli. Non è chiaro se si tratti di danni reversibili con il recupero del peso. In alcuni casi si osservano delle alterazioni dell’elettroencefalogramma, verosimilmente legate all’alterazione dell’equilibrio idro-elettrolitico.
Complicanze dermatologiche: sono rappresentate dalla frequente comparsa di un colorito giallastro delle estremità legato all’aumentato deposito cutaneo di carotenoidi, dall’aumento della peluria (detta lanugo), dalla pelle secca e disidratata, dalla perdita dei capelli. Nelle persone che si procurano il vomito si possono produrre delle caratteristiche abrasioni, piccole lesioni e/o callosità sul dorso delle mani.

Inoltre, lo stato di malnutrizione può portare anche alla morte. La mortalità nell’anoressia è compresa tra il 5 e il 15% dei casi e rappresenta una tra le maggiori cause di mortalità tra le giovani ragazze e tra le malattie psichiatriche.

Complicazioni Bulimia

Anche nella Bulimia Nervosa si possono presentare i sintomi legati al digiuno. Nel caso della bulimia il digiuno va inteso nel senso del costante tentativo di dieta, di controllare la propria alimentazione riducendo il numero dei pasti e il loro contenuto a cui segue l’abbuffata.
Chi soffre di bulimia nervosa va incontro ad una serie di problemi di tipo organico legati all’abbuffata e all’utilizzo dei metodi purgativi.

La pratica del vomito autoindotto genera complicanze di tipo odontoiatrico. Il vomito procura un’erosione dello smalto soprattutto nella parete interna dei denti frontali. L’utilizzo dello spazzolino dopo aver vomitato contribuisce a peggiorare l’effetto dell’erosione causato dal contatto tra i succhi acidi gastrici e lo smalto dentario. Sarebbe più indicato l’uso di un collutorio che neutralizzi l’acido del vomito. Solitamente si riscontrano anche infiammazioni alle gengive. Il perdurare del comportamento bulimico comporta nel tempo una grave compromissione della dentatura in generale. È proprio il dentista che per primo può sospettare la presenza della bulimia.
Sempre a carico del cavo oro-faringeo è frequente il riscontro di un rigonfiamento delle ghiandole salivari, in particolare delle parotidi. Questo non genera particolari problemi medici, se non un aumento della secrezione salivare; il gonfiore da al viso un aspetto “paffuto” che viene a volte confuso con un ingrassamento. Questo gonfiore è reversibile e scompare con la interruzione del vomito autoindotto. Possono prodursi piccole ferite con possibili infezioni nel continuo ripetersi di microlesioni causate dal tentativo di stimolare il vomito.
Le complicanze del tratto gastro-esofageo sono frequenti anche se fortunatamente quelle pericolose sono rare. Le infiammazioni all’esofago e dello stomaco, esofagite e gastrite, producono disturbi caratterizzati da difficoltà digestive, bruciori, dolori, rigurgito, sensazione di digestione lenta e difficoltosa. Una conseguenza frequente dell’abbuffata è la comparsa di un fastidioso senso di pienezza gastrica, talvolta dolorosa. Raramente all’abbuffata può seguire, specie se molto abbondante, una sorta di paralisi dello stomaco che non riesce a far progredire il contenuto alimentare; in questi casi è sempre necessario il ricovero in ospedale per un’attenta sorveglianza della situazione e/o attuare manovre per lo svuotamento dello stomaco. Altra complicanza rara è la lacerazione della parete dello stomaco e la rottura dell’esofago per una lenta e costante erosione da parte dei succhi gastrici; sono da considerarsi un’emergenza medica seria e quasi sempre mortale. La presenza di sangue nel vomito va sempre interpretata come un segnale di pericolo che richiede la consultazione del medico e l’esecuzione di una gastroscopia.
Il vomito frequente può facilmente condurre ad alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico. Il bilanciamento dei liquidi corporei con gli elettroliti (sodio, magnesio, potassio, ecc.) può essere alterato con conseguenze particolarmente serie. Più grave è la carenza di potassio (ipopotassiemia) che può dar luogo ad alterazioni, anche gravi, del battito cardiaco. Gli squilibri elettrolitici possono essere riconosciuti da alcuni sintomi (vertigini, sete, ritenzione idrica con gonfiori agli arti, dolori muscolari vaghi, spasmi nervosi, apatia) ma talvolta possono essere completamente asintomatici. Le ragazze affette da bulimia presentano spesso una situazione di disidratazione legata al vomito, all’abuso di lassativi o, più raramente, al controllo dell’assunzione di liquidi. Questa disidratazione può spiegare il repentino recupero di peso (2-3kg) quando smettono di vomitare. E’ importante tenere questi aspetti sotto controllo con periodiche analisi del sangue.
Tutte le complicanze sin qui segnalate sono legate al comportamento “purgativo” che ricordiamo sono presenti anche della Anoressia Nervosa nella variante del tipo bulimico.