ONLUS
Associazione Amici di Paola Marcadella

 

 

Home CENTRO DCA - Amici di Paola percorso terapeutico
PERCORSO TERAPEUTICO

L’approccio terapeutico, sia individuale che di gruppo, segue le  Linee Guida  Internazionali relative al Trattamento dei DCA.
       
Spesso, le ragazze negano o sottovalutano i propri sintomi e, proprio  per questo, è  necessario , un incontro con i genitori,  per ottenere informazioni e collaborazione al trattamento.

Il primo colloquio  prevede due momenti: nel primo si lascia libera la paziente di esprimere il disagio che sperimenta e il vissuto che ha dei propri problemi; nel secondo c'è la necessità di indagare con accuratezza sintomi psicologici e abitudini alimentari attraverso domande specifiche sulla storia del peso, sulle abitudini alimentari e sugli atteggiamenti riguardo al corpo.

Durante il primo colloquio si indaga la durata di malattia, il peso ideale, la presenza o l'assenza di mestruazioni, se il problema abbia avuto origine in seguito ad un regime di restrizione alimentare, la presenza o meno di crisi bulimiche, di comportamenti adottati allo scopo di controllare il peso, l'entità del disturbo dell'immagine corporea, la paura di ingrassare e di perdere il controllo sul proprio peso.

Le notizie ottenute negli incontri iniziali vanno esaminate in una prospettiva terapeutica e includono una valutazione della motivazione al trattamento, l'esistenza di condizioni ambientali che lo rendano possibile, l'eventuale negazione di malattia e la capacità di collaborazione.

La valutazione del peso desiderato dalla persona  fornisce utili indicazioni sulla disponibilità a raggiungere un peso “ragionevole”.

È noto quanto l’autostima sia basata sul  valore attribuito all'aspetto fisico e alle fluttuazioni di peso e questo , può rendere la persona più ostile al cambiamento.

Il problema della motivazione costituisce il nodo centrale nel trattamento di un DCA.

E' opportuno fornire alla paziente chiare informazioni sulla diagnosi, sull'evoluzione del disturbo, sulla possibilità che il protrarsi nel tempo di certi comportamenti aumenti la probabilità di una cronicizzazione del disturbo.

Alcune informazioni devono riguardare il programma di trattamento, i suoi obiettivi e la sua presumibile durata. Senza cadere nella trappola di interminabili discussioni sulle calorie, vanno date notizie sul fabbisogno calorico, sulle conseguenze fisiche e psicologiche della restrizione alimentare e sull'attività fisica. E' necessario insistere nel sottolineare che un'alimentazione regolare in quantità e frequenza produce una riduzione delle preoccupazioni ossessive per il cibo e per il peso, un'attenuazione della spinta verso le abbuffate e può migliorare i sintomi di depressione e le relazioni con gli altri.

Nella prima fase di trattamento vengono utilizzate le tecniche più idonee ad ottenere un aumento ponderale nelle pazienti anoressiche (riabilitazione nutrizionale) e una normalizzazione del comportamento alimentare per gli altri disturbi.

La  seconda fase del trattamento è invece finalizzata alla modificazione degli assetti cognitivi disfunzionali, al superamento dei conflitti relativi alla dipendenza e all'autonomia e, al conseguimento di una identità più sicura di sè.

Lavorare sulle cognizioni distorte produce miglioramenti sul piano della sintomatologia alimentare, ma contemporaneamente un miglioramento del comportamento alimentare può essere utilizzato per favorire lo sviluppo di nuove cognizioni positive, come per esempio un aumento dell'autostima.

Una tecnica molto  utilizzata presso l’Ambulatorio Nutrizionale  è l’uso del diario alimentare:  questa tecnica consente di monitorare il comportamento alimentare e di discutere le emozioni e le convinzioni legate al cibo; inoltre, permette alle persone in trattamento di riconoscere e evitare le situazioni e i comportamenti a rischio.

La guarigione di  un DCA è lenta, complessa ed è, assolutamente, possibile.



Quello che segue è un elenco di alcune delle Attività che vengono proposte, in Ambito Psicoterapico di gruppo,  sia alle persone con un DCA sia ai genitori:


- teatroterapia;
- attività ludiche (giochi, travestimenti durante la festa di carnevale o altre festività);
- cinematerapia;
- costellazioni familiari (lavoro sulle dinamiche personali e relazionali);
- attività introspettive (meditazione, yoga, rilassamento); 
- musica e danza (biodanza, tango);
- comunione e condivisione di eventi (cena consapevole, scambio di doni, festa di fine anno, festa d’estate);
- pittura e disegno (fogli, muro, corpo);
- letture e commenti;
- espressione creativa:
1. lavoro con argilla e creta
2. laboratorio di collane
3. attività del “prendersi cura” di una compagna attraverso il trucco e i vestiti:
    “la regina e le damigelle”.